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Assegno unico universale: la Camera approva la delega

La Camera ha dato sì unanime alla delega per riordinare, semplificare e potenziare le misure relative al sostegno dei figli a carico attraverso l''assegno unico. Il testo passa ora al Senato La Camera dei Deputati ha approvato la proposta di le...


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Data di pubblicazione

23 luglio 2020

notizia

La Camera ha dato sì unanime alla delega per riordinare, semplificare e potenziare le misure relative al sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico. Il testo passa ora al Senato

La Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge "Delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale" (C. 687-A​ e abb.). Il testo passa ora all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Ricordiamo che l'assegno unico universale, che verrà erogato molto probabilmente a partire da gennaio 2021, è una delle prime misure previste dal "Family Act" e mirata ad accorpare l’insieme dei bonus attualmente vigenti in tema di famiglia.

Si prevede, nello specifico, che un importo fra 200 e 250 euro per figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni, sarà erogato a tutte le famiglie ogni mese.

I dettagli

  • beneficiano dell'assegno non solo lavoratori dipendenti, ma anche autonomi, liberi professionisti, incapienti e disoccupati;
  • l’assegno unico abroga: assegni per il nucleo familiare, assegni familiari, detrazioni per i figli a carico, detrazioni per famiglie numerose, bonus bebè, bonus mamma, assegno per il terzo figlio, prestiti agevolati garantiti;
  • è garantito dal settimo mese di gravidanza con continuità fino a 18 anni e può arrivare a 21.
  • per ogni figlio ha lo stesso importo, ma dal terzo figlio in poi questo è maggiorato. Così come per i disabili, per i quali non andrà considerato in caso di richiesta di altre agevolazioni. Per questi figli l’assegno andrà anche dopo i 21 anni, se ancora a carico;
  • è garantito anche ai cittadini non Ue, purché in possesso di quattro requisiti: permesso di soggiorno di lungo periodo o annuale, vivere con i figli, pagare le tasse in Italia, vivere o risiedere nel Paese da almeno due anni. Sono ammesse deroghe in casi particolari;
  • In caso di separazione l'assegno va al genitore affidatario. Se c’è affidamento condiviso, in mancanza di accordo è diviso al 50%.

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