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Assegno unico universale: ok definitivo in Senato. Si parte da luglio 2021

Approvato definitivamente il disegno di legge delega n. 1892 per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l''assegno unico e universale Il Senato, nella seduta del 30 marzo 2021, ha approvato defi...


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Data di pubblicazione

31 marzo 2021

notizia

Approvato definitivamente il disegno di legge delega n. 1892 per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale

Il Senato, nella seduta del 30 marzo 2021, ha approvato definitivamente il disegno di legge delega n. 1892 per il riordino, la semplificazione e il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale.

Il provvedimento - stesso testo licenziato precedentemente dalla Camera - entrerà in vigore dal 1° luglio 2021 e il Ministero delle Politiche per la famiglia prevede di erogare a tutte le famiglie 250 euro al mese per ogni figlio (con maggiorazioni in caso di disabilità). 

Ovviamente, per la definitiva operatività dovranno essere approntati alcuni decreti attuativi.

I dettagli

  • beneficiano dell'assegno non solo lavoratori dipendenti, ma anche autonomi, liberi professionisti, incapienti e disoccupati;
  • l’assegno unico abroga: assegni per il nucleo familiare, assegni familiari, detrazioni per i figli a carico, detrazioni per famiglie numerose, bonus bebè, bonus mamma, assegno per il terzo figlio, prestiti agevolati garantiti;
  • è garantito dal settimo mese di gravidanza con continuità fino a 18 anni e può arrivare a 21;
  • per ogni figlio ha lo stesso importo, ma dal terzo figlio in poi questo è maggiorato. Così come per i disabili, per i quali non andrà considerato in caso di richiesta di altre agevolazioni. Per questi figli l’assegno andrà anche dopo i 21 anni, se ancora a carico;
  • è garantito anche ai cittadini non Ue, purché in possesso di quattro requisiti: permesso di soggiorno di lungo periodo o annuale, vivere con i figli, pagare le tasse in Italia, vivere o risiedere nel Paese da almeno due anni. Sono ammesse deroghe in casi particolari;
  • In caso di separazione l'assegno va al genitore affidatario. Se c’è affidamento condiviso, in mancanza di accordo è diviso al 50%.

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