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A Oliveto la prima scuola interamente digitalizzata

Il “Sannazzaro” selezionato per il programma ministeriale “Cl@sse 2.0” La dirigente Carrafiello: «È cambiato anche il ruolo dell’alunno» Un’innovazione unica nel suo genere, frutto dell’autonomia scolastica, della tenacia del dirigente e del...


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Data di pubblicazione

11 ottobre 2012

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Il “Sannazzaro” selezionato per il programma ministeriale “Cl@sse 2.0” La dirigente Carrafiello: «È cambiato anche il ruolo dell’alunno»

Un’innovazione unica nel suo genere, frutto dell’autonomia scolastica, della tenacia del dirigente e dell’impegno profuso dall’intero corpo docente. Questa la caratteristica principale dell’istituto comprensivo di Oliveto Citra che offre, ai suoi 465 alunni, modalità di apprendimento decisamente all’avanguardia. Non aule con banchi e lavagne, nell’istituto diretto da Anna Rita Carrafiello, bensì veri e propri laboratori con pc, video-proiettore, tablet, notebook, lavagne interattive ed altri preziosi strumenti multimediali che stimolano l’interesse e l’apprendimento dei ragazzi, rispettando e mettendo al centro la loro natura di “digital natives”.
Tra le 156 scuole italiane selezionate per il programma ministeriale “Cl@sse 2.0”, dunque, il “Sannazzaro” di Oliveto ha fuso la digitalizzazione delle aule ed i metodi di apprendimento “Senza zaino”, modo nuovo di insegnare grazie al quale gli alunni partecipano alla progettazione, imparano ad apprendere in un clima di rispetto e responsabilità e a lavorare in modo autonomo. Coniugando la ristrutturazione degli ambienti di apprendimento con una attenta revisione dei metodi di insegnamento, quindi, “Senza zaino”, insieme a “Cl@sse 2.0” rende l’istituto comprensivo una vera scuola europea.
«Il progetto Cl@sse 2.0 mira a modificare e ad invertire il rapporto tra docente ed alunno – ha spiegato la dirigente Carrafiello – Ci ha permesso di applicare, infatti, una metodologia costruttivista che, ponendo l’alunno nel ruolo, ad esempio, di geografo, storico, scienziato, a seconda delle sue inclinazioni, lo stimola a ricercare informazioni grazie a strumenti tecnologici all’avanguardia e a diventare, non più semplice destinatario, ma anche ricercatore del sapere».
Partendo dal rapporto con le tecnologie, il nuovo modello di scuola prevede che l’approccio dei “digital natives” alla conoscenza sia adesso basato sulla ricerca, sulla scoperta, sull’esperienza, sulla collaborazione. Tramite il web, inoltre, insegnanti ed alunni possono confrontarsi, formarsi ed arricchirsi diventando parte della rete di scuole che condivide il programma sperimentale.
«Non è più pensabile che il metodo di apprendimento lineare, secondo cui l’insegnante spiega e l’alunno impara, sia la strada giusta – ha concluso la dirigente – I risultati della nuova strategia adottata sono sotto gli occhi di tutti: i ragazzi ricevono maggiore motivazione, raggiungendo migliori risultati negli studi e prendendo parte, in maniera attiva, al programma didattico».
Marilia Parente

Fonte: La Città di Salerno
 

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